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GRAVNER RIBOLLA GIALLA 2011
La rivoluzione intrapresa da Josko Gravner alla fine del secolo scorso ha influenzato l’intero mondo del vino italiano: dopo un’annata parecchio sfortunata – la 1996 – Josko ha deciso di dare un taglio netto al passato dedicandosi a un’idea di vino radicalmente differente da quanto fatto prima in località Lenzuolo Bianco. Tra i Sette Samurai della Ribolla Gialla di Oslavia il nome di Gravner è forte, forte la sua influenza e forte la personalità della famiglia. Vado ad assaggiare l’annata 2011, tenendo a mente ciò che ho visto in visita in cantina, ormai quasi un anno fa.
Bouquet dotato di austerità e profondità con note sapide a introdurre la parte minerale di pietra focaia e leggero zenzero, lasciando poi spazio alla frutta arancione e gialla, pesca e albicocca, arancia amara in scorza e cedro. Da non sottovalutare la parte floreale, sempre austera e mai sboccata, di eleganza e finezza. Intenso e scalpitante sotto la coltre dell’apparenza.
Compatto, imbocco suadente e all’inizio fruttato di pesca e albicocca, cenni di frutta secca, per lasciare posto a un discreto tannino, o perlomeno una sensazione asciugante, e a zone sapide che si distribuiscono lente ma inesorabili su tutta la superficie della lingua intaccando le pareti della bocca. Eleganti sensazioni agrumate scure.
Lungo e intenso, sapido e agrumato, cenni speziati e fruttati, pulito e verticale, leggermente astringente.
Tralascio volentieri la discussione sulla bontà o meno della macerazione preferendo orientare la mia analisi sul vino finito, sulle sensazioni che porta alla mente e al cuore. Un vino ancora legato a determinate durezze e che non avrà che da giovare dall’affinamento ulteriore: un grande atleta si dovrebbe poter vedere alla partenza. Me lo immagino in spiaggia, di notte, davanti a un falò.
IBT 93
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